Maghreb

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Tunisia – L’oasi di Jemnah in lotta

Lunedì 24 ottobre un’imponente assemblea di massa si è svolta nella piazza centrale nella piccola cittadina dell’oasi di Jemnah (Tunisia del sud). Ciò che ha scatenato la rabbia e la mobilitazione della popolazione locale è il congelamento dei beni dell’Associazione in difesa dell’oasi di Jemnah, associazione che gestisce le terre e i palmeti di datteri dell’oasi i cui rappresentanti sono eletti democraticamente dalla popolazione locale.

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“Benvenuti in Marocco, qui trituriamo la gente!”

Decine di migliaia di marocchini, indignati, sono scesi in piazza lo fine settimana dopo che un pescivendolo di Al-Hoceima è stato schiacciato a morte all’interno di un camion della spazzatura mentre stava cercando di recuperare il pesce che era stato sequestrato dalla polizia locale.

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Renzi frena sulla Libia

Il fortunoso sbarco a Tripoli del governo libico di “unità nazionale”, presieduto da Fayez Serraj e sponsorizzato dall’Onu, più che rappresentare un passo verso la pacificazione del paese, sembra destinato a ingarbugliare ulteriormente la già caotica situazione libica.

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Vento di “primavera” in Tunisia?

Gli anniversari dei grandi avvenimenti politici sono momenti delicati. Lo sta misurando la classe dominante tunisina con la rivolta giovanile scoppiata a Kasserine e dilagata per alcuni giorni in tutto il paese, proprio in coincidenza del quinto anniversario della cacciata del dittatore Ben Ali nel gennaio 2011.

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Arabia Saudita: il sangue dei pellegrini morti a Mina è responsabilità del regime e dei suoi alleati

Pubblichiamo un articolo dei nostri compagni della Lega di Azione Comunista (Marocco) riguardante la strage avvenuta nella zona di Mina (a 10 chilometri dalla Mecca) lo scorso 24 settembre che ha provocato la morte di 800 pellegrini. L’articolo è stato pubblicato in arabo lo scorso 5 ottobre.