Bologna, basta sfratti! Piena solidarietà alle famiglie di via Gandusio e al Circolo Arci Guernelli!

Il Circolo Arci Guernelli, luogo di ritrovo e socialità in cui noi e tanti altri gruppi politici e associazioni culturali abbiamo trovato ospitalità in questi anni è stato vittima di un’azione repressiva ingiustificabile.
Per l’ennesima volta Acer, Comune di Bologna e Questura hanno gettato in strada delle famiglie, dimostrando che per loro i profitti di pochi palazzinari sono più importanti del diritto all’abitare e della lotta alla povertà dilagante.
Per l’ennesima volta gli spazi di socialità e condivisione vengono visti dalle istituzioni come un ostacolo alle politiche padronali e reazionarie di cui il PD è in questi ultimi anni il principale rappresentante.
Alla retorica roboante della lotta al degrado il PD associa una politica che trasforma i quartieri in deserti del consumo e dell’isolamento individuale, costringendo le classi meno abbienti alla marginalità sociale.
Nell’esprimere la nostra piena solidarietà alle famiglie lasciate per strada e al Circolo Arci Guernelli vogliamo sottolineare come oggi, mentre ogni spazio di mediazione viene meno, diventa sempre più evidente il bisogno di una risposta politica complessiva che possa contrapporsi duramente agli attacchi portati avanti contro i giovani e i lavoratori di questo paese. Noi chiediamo diritti, loro ci danno repressione: è arrivato il momento di organizzare la rabbia e trasformarla in azione politica!

!
Sinistra Classe Rivoluzione Bologna
Sempre in Lotta Bologna

Articoli correlati

#RIAPRIAMOLABAS: chi si accontenta gode?

Sabato 9 settembre circa 10.000 persone sono scese in piazza a Bologna contro lo sgombero del centro sociale Làbas, avvenuto l’8 agosto. Una risposta imponente alla repressione e all’arroganza della giunta Merola e della polizia. Già dalle prime ore dopo lo sgombero la solidarietà era dilagata facendo vacillare la giunta. Infatti, prima il sindaco Merola ha preso le distanze dallo sgombero poi ha promesso uno spazio alternativo (tra un anno) e nel frattempo si è scagliato contro Arci, Anpi, Cgil e Fiom per aver promosso un appello in difesa del centro sociale.